Il Futuro dell Auto 1

 

Il Futuro dell'Auto? Eccolo!

McKinsey:  il futuro dell'auto sarà elettrico, autonomo, condiviso e iper connesso.

Anche senza i Robo-Taxi…

 

Il futuro dell'automobile sarà elettrico, autonomo, condiviso e iper connesso. Lo sostiene McKinsey & Company, multinazionale di consulenza strategica. Un'affermazione in un certo senso lapalissiana, dato che tutti i principali player del mondo automotive ormai da tempo hanno annunciato la presentazione d'intere, inedite, gamme di veicoli a batteria, attese al più tardi entro il 2025, mentre la guida autonoma è un obiettivo oggettivamente sempre più vicino, come dimostrano le tecnologie di assistenza alla guida già disponibili e come ribadisce, ad esempio, la nuova A8.

 

L'ammiraglia Audi, forte di un'autonomia di Livello 3, è infatti in grado di ridurre il conducente a “spettatore” incaricato di monitorare il traffico ed essere pronto a intervenire su richiesta o in caso di condizioni avverse. Una soluzione che, ben presto, verrà “democratizzata” in favore di modelli meno elitari. E ancora, la condivisione delle informazioni da vettura a vettura (strategia car-to-car) o tra veicolo e infrastrutture (car-to-X), così come il rafforzamento del ride sharing, suggeriscono come negli anni a venire la condivisione tanto delle informazioni quanto del mezzo di trasporto saranno un vero e proprio must. Al pari della connettività, già ora indirizzata su di una rotta che prevede la trasformazione dell'auto in un gigantesco smartphone, perennemente in rete e in grado di dialogare con i device portatili al punto da replicarne funzioni e potenzialità. In un contesto simile, lo studio McKinsey, volto a determinare quali debbano essere gli asset strategici dei produttori d'auto per restare, o diventare, competitivi in un periodo di grandi mutamenti, si spinge oltre, analizzando i quattro petali della margherita del futuro, vale a dire della realtà automotive attesa nei prossimi anni.

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Partendo proprio dall'elettrificazione ed evidenziando come, sebbene meno del 5% dei veicoli venduti nel 2016 siano stati a batteria (o ibridi plug-in), il settore punti a presidiare una quota del 50% del mercato grazie alle sole auto a zero emissioni. Entro il 2021. I costruttori, infatti, stimerebbero di poter raggiungere vendite potenziali da 100mila a 600mila vetture elettriche entro i prossimi cinque anni. Una valutazione, a dire il vero, abbastanza ottimistica tenendo conto che l'infrastruttura di ricarica, indispensabile per il radicamento della mobilità elettrica, è ancora lungi dall'essere capillare – Norvegia esclusa – e che l'idrogeno da biometano, condizione principe per avere modelli fuel cell con un saldo energetico positivo, non riuscirà a radicarsi prima del 2025. Una data vista dalla stessa Unione europea come un possibile traguardo per iniziare a disporre di almeno un migliaio di stazioni di rifornimento; quantità minima per parlare di un “sistema dell'idrogeno”.

 

Nel 2016, prosegue McKinsey, solo l'1% dei veicoli commercializzati era dotato di una tecnologia di guida parzialmente autonoma. Oggi, però, l'80% dei dieci principali costruttori al mondo ha annunciato piani di sviluppo in proposito, destinati a raggiungere il mercato entro il 2025. Anche in questo caso, la visione del futuro appare sin troppo ottimistica, dato che i limiti connaturati alla guida autonoma, al momento, appaiono di natura non tanto tecnica, quanto piuttosto legislativa. Ad oggi, manca una linea di principio normativa che consenta di attribuire senza incertezze la responsabilità di un incidente al conducente o alla vettura (quindi al costruttore della stessa) qualora il sinistro si verifichi a guida autonoma attiva. Ovviamente prendendo in considerazione i Livelli di autonomia 4 e 5, ancora lungi dall'essere dedicati ai veicoli di grande serie, che vedono l'essere umano mero spettatore o che, addirittura, non lo contemplano affatto.

 

“Nei grandi mercati regionali e locali, dominano i provider di mobilità condivisa, con quote di mercato congiunte che arrivano al 90%. Nel 2017, almeno 32 miliardi di dollari sono stati investiti in start-up di ride sharing. Il potenziale di crescita è forte: gli utenti statunitensi si aspettano che l'utilizzo della mobilità condivisa aumenti di circa l'80% con l'avvento dei robo-taxi”. L'analisi di McKinsey spinge forte sull'acceleratore dell'hi-tech e… della fantascienza. Innanzitutto, che il ride sharing sia la gallina dalle uova d'oro è tutto da dimostrare. Un esempio? Non più tardi di due anni fa, Sidecar, l'alternativa americana ai colossi della sharing economy Lyft e Uber, ha chiuso i battenti. Definitivamente. Pur essendo stato un pioniere del mercato e nonostante abbia introdotto benefit paralleli al servizio, come la ricarica inclusa dello smartphone e la bevanda in vettura, oggettivamente all'avanguardia. Eppure non ha funzionato. A dimostrazione di come il concetto di condivisione del trasporto stia sì crescendo, è innegabile, ma non al punto da arricchire necessariamente tutti i player del settore.

Il Futuro dell Auto 3

La strada da percorrere è ancora lunga prima di poter parlare di un vero e proprio sistema di mobilità alternativo alle soluzioni tradizionali. Quanto ai robo-taxi, tutto può accadere, per carità, incluso il radicamento in Italia della religione dei pastafariani che, per inciso, credono in un creatore sovrannaturale somigliante agli spaghetti con le polpette, ma ad oggi non esiste alcun robo-taxi in servizio. In nessun angolo del globo. E per vederne alcuni in funzione sarà comunque necessario attendere che la guida autonoma di Livello 5 diventi realtà, vale a dire che l'intelligenza artificiale possa – e sia autorizzata a – condurre un veicolo in assenza di qualsivoglia essere umano. Prima che ciò accada, è probabile passi ancora tanta acqua sotto i ponti…

 

Sul piano della connettività, però, McKinsey coglie perfettamente nel segno. Solo il 12% delle vetture oggi è dotato di soluzioni integrate di connettività e la monetizzazione è ancora debole (meno di 1,5 miliardi di dollari di entrate), ma i clienti che si aspettano servizi di questo tipo in auto è raddoppiato negli ultimi due anni. Nel segmento premium, la maggioranza dei costruttori ha già installato sistemi d'infotainment connessi nel 100% dei nuovi veicoli. Un trend che crescerà in modo esponenziale, questo sì, in tempi brevi, dato che persino le vetture compatte e le city car di nuova generazione strizzano l'occhio alla multimedialità. L'infotainment sarà la “pandemia” dei prossimi anni; il trend che cambierà volto al modo di approcciarsi, e vendere, le vetture. Con la meccanica sempre meno protagonista e l'elettronica a farla da padrone. Tempi moderni.

Il Futuro dell Auto 4

– di Sebastiano Salvetti  16 ottobre 2017  "Sole 24 ore Online"

 


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